SCIENTIFIC TALK Giocare di anticipo nel DM2. Il potenziale della semaglutide ad alte dosi Precocità e intensità: ottimizzare la terapia nel DM2

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SALVATORE DE COSMO

Destinato a

MEDICO CHIRURGO E FARMACISTA
nelle discipline: TUTTE LE DISCIPLINE DEL MEDICO E DEL FARMACISTA

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ID ECM: 331-493854

Dal 27/10/2026

al 27/10/2026

Crediti ECM 1.5

Ore totali 2

Posti 500

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Razionale generale

Il Diabete mellito di tipo 2 è una patologia cronica e progressiva, caratterizzata da un declino della funzione β-cellulare e da una crescente insulino-resistenza. Numerose evidenze indicano che alterazioni metaboliche e danno vascolare iniziano già nelle fasi precoci della malattia, spesso prima della diagnosi clinica, rendendo cruciale un intervento tempestivo e mirato. Tradizionalmente, la gestione del diabete tipo 2 è stata basata su un approccio graduale (“stepwise”), con intensificazione terapeutica tardiva. Tuttavia, questo modello è oggi sempre più messo in discussione alla luce dei dati che dimostrano come il raggiungimento precoce e mantenuto dei target glicemici sia associato a una riduzione significative delle complicanze, in linea con il concetto di “memoria metabolica”. Ne deriva un cambio di paradigma verso strategie più precoci, proattive e orientate alla prevenzione della progressione di malattia. In questo contesto, gli agonisti del recettore del GLP-1 hanno assunto un ruolo centrale grazie alla loro efficacia sul controllo glicemico, agli effetti favorevoli sul peso corporeo e al basso rischio di ipoglicemia. L’evoluzione di questa classe, inclusa la disponibilità di formulazioni orali e di dosaggi più elevati di semaglutide, offre oggi nuove opportunità per un intervento più incisivo già nelle fasi iniziali della malattia. Le evidenze suggeriscono che regimi terapeutici più intensivi, quando introdotti precocemente, possono favorire un miglior controllo metabolico, una maggiore probabilità di raggiungere i target e un impatto positivo su parametri clinici rilevanti nel lungo termine. Pertanto, la “precocità della cura” nel diabete tipo 2 deve essere intesa come una strategia integrata che combina tempestività, adeguata intensità terapeutica e personalizzazione del trattamento. In questo scenario, l’impiego appropriato di terapie innovative — inclusi gli agonisti del GLP-1 e le loro formulazioni più recenti — rappresenta un elemento chiave per modificare la traiettoria della malattia e migliorare gli esiti clinici.
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Relatori

Clerico Alessandra, Frison Vera, Russo Giuseppina